Roma, 13 lug – Il nuovo Centro di Ricerca InVita dell’Istituto Serafico di Assisi, coordinato dal Direttore Sanitario Sandro Elisei, ha presentato oggi alla conferenza internazionale di Malta “Psychiatry and the Arts: The nature of the Human Person and the role of Aesthetics in Maintaining Mental Health” i risultati preliminari della seconda fase di indagine relativi allo studio sugli effetti della musica nella epilessia farmacoresistente in soggetti con disabilità intellettiva grave. Si tratta di un’indagine che ha utilizzato l’Elettroencefalogramma allo scopo di individuare eventuali fattori predittivi sull’efficacia terapeutica dell’ascolto musicale. “La storia ci insegna che fin dalle origini dell’umanità la musica ha rivestito un ruolo molto importante e già nella Preistoria l’uomo si serviva dei suoni per comunicare con i propri simili e con la natura – si legge in una nota -. Anche gli antichi Greci utilizzavano il suono nella prevenzione e nella cura di malattie fisiche e mentali. Per esempio Platone, ne La Repubblica, affermava che alcune melodie fossero in grado di stimolare differenti stati d’animo: alcune erano ritenute rilassanti, mentre altre erano adatte a suscitare il lamento. Secondo Aristotele, invece, la musica assolveva una funzione catartica, permettendo così all’animo di purificarsi dagli istinti e dai sentimenti negativi”. (BIG ITALY / SEGUE)