Palermo, 13 lug – “Un’occasione, l’incontro di oggi, per ricordare il forte e antico legame storico che unisce la Sicilia e la Spagna – si legge in una nota -. Miccichè ha posto l’attenzione sul periodo in cui la Sicilia, nei primi decenni del XVI secolo, entrò a far parte dei possedimenti dei sovrani spagnoli. “Il Palazzo Reale di Palermo rappresenta una straordinaria sintesi di culture arabo, greco-bizantina e normanna e un raro esempio di convivenza. Durante la dominazione spagnola – ha spiegato il presidente dell’Ars, accompagnando l’ambasciatore Gracia nella sala dove sono esposti i ritratti di 21 viceré – il governo dell’Isola era gestito da un viceré, una sorta di governatore, scelto fra personalità di rilievo della nobiltà, che, esercitando poteri amplissimi in nome e per conto del re, abitava proprio in questo Palazzo insieme con la sua corte”. “Ma è con i Borbone – ha concluso il presidente – che il Palazzo Reale si è trasformato ancora, tanto che nel 1798 la corte borbonica, trasferitasi qui a causa dell’occupazione francese di Napoli, fa modificare numerosi ambienti per adattarli alle nuove esigenze”. (BIG ITALY / Red)