Roma, 17 lug – “Oscar Falcone guida piano attraverso Milano, perché è ancora quasi buio e i semafori lampeggianti alle sei del mattino possono essere trappole vietnamite. Oscar l’ha cacciato giù dal letto con una telefonata delle sue, frasi secche e monosillabi”. Carlo Monterossi, autore televisivo di successo e detective per caso nella Milano Nera di Alessandro Robecchi, non ne può più di fare da chaperon al suo amico investigatore discreto, eppure alla sua chiamata non resiste e si fa trovare, persino in anticipo, davanti al portone. Sembra semplice l’incarico: ritrovare un cane rubato, o forse rapito a scopo di riscatto, un chihuahua di nome Killer. Ma l’apparenza può ingannare, soprattutto se ad ingaggiarli è “Fabiano Marsini-Bisi, amministratore delegato della Banca Che Fa Tremare I Listini, sesto patrimonio immobiliare italiano, guerra in corso per il controllo, aumento di capitale in vista e, orrore, in bilico 8.400 dipendenti da licenziare entro Natale”. In “Killer (La gita in Brianza)” (Sellerio) i due segugi clandestini si mettono all’opera inseguendo il chihuahua fino in Brianza, dove, lontano dai luoghi noti, fuori da strade e case conosciute, devono affinare le loro capacità razionali e investigative per sbrogliare la matassa ed evitare così un grosso scandalo internazionale. Alessandro Robecchi con il suo umorismo di costume conferma ancora una volta la sua capacità di tessere una trama gialla ben congegnata e farne pretesto per raccontare nel profondo la nostra società. (Roc)