Roma, 17 lug – La Russia ha domandato in modo crescente le tecnologie italiane dal 2011 fino al 2014, anno in cui l’export italiano verso questo mercato segna un valore pari a 1,1 miliardi di euro. Nel 2015 la cifra scende a 858 milioni di euro con un nuovo tonfo nel 2016 (717 milioni di euro). Nel 2017 si risale a 895 milioni di euro con un +24,8%. È il settimo mercato di destinazione per la meccanica Anima. Il Piano di sostituzione all’import realizzato dalla Federazione Russa sta finanziando la reindustrializzazione del Paese. Il calo del greggio, la svalutazione del rublo, le sanzioni USA e UE, la grande crisi del 2009 hanno favorito anche le aziende italiane grazie alle Zone Economiche Speciali che rendono possibile il presidio diretto del mercato. “Non bisogna dimenticare ad esempio tutti i dinamici paesi dell’Asean (Singapore, Vietnam, Malesia, Indonesia, Filippine, Cambogia, Brunei, Myanmar, Thailandia, Laos) che possono certamente rappresentare un’area di sbocco molto promettente”, afferma Alberto Caprari, presidente Anima Confindustria. (BIG ITALY / SEGUE)