Roma, 17 lug – Conte ricorda al suo collega ceco che “i flussi migratori costituiscono un fenomeno globale. Se lo affrontassimo in base a un approccio meramente “nazionale”, non riusciremmo a governarlo e ne rimarremmo sopraffatti. La storia stessa del nostro continente mostra che i grandi fenomeni epocali si sottraggono ai tentativi individuali e isolati di controllo. Se rinunciassimo a una gestione comune del fenomeno migratorio, l’Europa sarebbe perdente e con essa tutti i suoi Stati, non solo quelli di frontiera come l’Italia. La proposta italiana, ripresa in larga parte dalle conclusioni del 28 giugno, guarda con coraggio e lungimiranza alla sfida che abbiamo davanti. Non propone affatto un’irrealistica apertura delle frontiere, né tantomeno contempla un’accoglienza indiscriminata. L’Italia propone invece un cambio di prospettiva dell’UE, un approccio multilivello e organico che passa attraverso azioni condivise per contrastare la migrazione illegale e tutelare coloro che davvero hanno diritto alla protezione internazionale”. “Chi mette piede in un Paese europeo mette piede in Europa – conclude Conte – L’altra faccia di tale principio è che nessuno di noi può pensare di fare da solo”.
(Red)