“Allo stato attuale, i tavoli di crisi aperti al 30 giugno 2018 sono ben 144 e vedono coinvolti 189.000 lavoratori, sono 189.000 famiglie che vedono la loro serenità economica e il loro futuro a rischio”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nell’informativa urgente alla Camera sui tavoli di crisi aperti presso il Mise. Il ministro concentra la propria informativa sulle delocalizzazioni, “fenomeno quest’ultimo sempre più allarmante da un punto di vista quantitativo e qualitativo”. Sono ben 31 le aziende che in parte o totalmente sono state interessate da processi o decisioni di cessazione della loro attività e conseguente delocalizzazione in altri Paesi comunitari o extra Ue. Il processo di delocalizzazione non può esser considerato marginale e merita grande attenzione” sottolinea Di Maio, aggiungendo che “alcuni, tanti, non mostrano di avere alcun rispetto per il nostro Stato e per il nostro Governo. Stiamo parlando di aziende, in alcuni casi multinazionali, che hanno incassato soldi pubblici per poter andare avanti e ripartire e poi, una volta usati quei soldi, prendono e se ne vanno. Non hanno alcun interesse nel risolvere le crisi o i problemi, non gli interessano i lavoratori o il tessuto sociale in cui operano. Questi non sono imprenditori, questi sono – come li chiamo io – ‘prenditori’ e come sistema Paese non abbiamo alcun interesse nell’attirare questa gente in Italia”. Il ministro ricorda come nel Dl Dignità sia stato inserito un “pesantissimo disincentivo alla delocalizzazione”, perché lo “Stato deve tornare ad essere rispettato e nessuno deve poter più pensare di venire in Italia a fare come vuole. D’ora in avanti ci saranno regole chiare e pene certe”.
ALITALIA E ILVA. Il ministro illustra poi lo stato dell’arte di alcuni dei principali tavoli aperti. Su Alitalia “sono in corso, da parte di questo Governo, le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori e del gruppo. E mi spenderò in prima persona con tutti i player internazionali per trovare un futuro all’azienda Alitalia”. Per quanto riguarda l’Ilva, invece, il governo non ha considerato “soddisfacenti il piano occupazionale e il piano di attuazione del piano ambientale, per questo è stata richiesta ad Arcelor Mittal una controproposta migliorativa, che è in fase di analisi in queste ore e di confronto tra i commissari e l’Arcelor Mittal”. Di Maio, inoltre, spiega di aver deciso di “aprire la partecipazione ai tavoli di crisi a quattro parlamentari (due per la maggioranza e due per l’opposizione) per assicurare la vicinanza dei parlamentari del territorio alle imprese e ai lavoratori in momenti delicati come quelli dei tavoli di crisi”. (Roc – 18 lug)