Roma, 19 lug – “Penso che gli italiani siano più interessati alle iniziative del governo che alle parole dei governanti. Dopo 50 giorni da premier mi accorgo che il silenzio operoso non è apprezzato da tutti come una virtù. Quindi parlerò un po’ di più, ma solo quando avrò qualcosa da dire di concreto su quello che sto facendo. Non può essere che io lavori dalle 8.30 alle 23, a volte anche fino a notte fonda, e poi scopra da qualche giornale che sarei ‘scomparso’”. Per la prima volta il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si racconta. In una intervista a Marco Travaglio, direttore del Il Fatto. Il rapporto con i ministri più incontinenti? “Nella dialettica fisiologica, ogni tanto c’è qualche dichiarazione non appropriata. Ma preferisco risolvere la cosa a tu per tu: il premier sono io e l’indirizzo politico al governo devo darlo io”. (red)