Roma, 19 lug – Ancora dal lato delle imprese, invece, gli investimenti in impianti e attrezzature tornano a crescere (in particolare nell’industria, +40%), sostenuti da efficaci strumenti di agevolazione come il credito d’imposta per gli investimenti Sud, che grazie a 2,2 miliardi di incentivo ha promosso investimenti per 6,4 miliardi di euro, pur restando ben lontani dai livelli pre-crisi. Gli investimenti strumentali crescono anche nell’edilizia (+17,2%), che resta però il settore dell’economia meridionale che più ha sofferto gli effetti della crisi, avendo perduto oltre 26 mila aziende, in particolare nella classe tra 10 e 49 addetti, nella quale una impresa su due ha chiuso i battenti. Le imprese rimaste sul mercato sono più solide e profittevoli, ma i segnali positivi restano molto deboli (nel 2016 il numero delle imprese cresce solo dello 0,4%). Lo scenario è penalizzato da una spesa pubblica per investimenti che resta ai minimi degli ultimi anni (dai 22 miliardi di euro l’anno del 2009 ai 13 stimati per il 2016), sia per problemi di finanza pubblica, sia per difficoltà amministrative e di capacità progettuale. (SEGUE)