Roma, 30 lug – “Il continuum segnato dal Trattato di Lisbona, che significativamente è chiamato trattato ‘di riforma’, compie un passaggio ulteriore nel senso del superamento del dualismo Comunità europea – Unione europea che tanti problemi ha creato anche sul piano della rappresentatività nella politica estera dell’Unione europea, finora sprovvista di personalità giuridica autonoma, a vantaggio di un unico soggetto: l’Unione europea”. Lo dichiara Franco Narducci, deputato eletto all’estero nelle liste del Pd, inserendosi nel dibattito generale che riguarda la ratifica e l’esecuzione del trattato di Lisbona. “Particolare importanza riveste -aggiunge Narducci – in questo cantiere aperto della costruzione dell’Europa unita, l’istituzione della figura del Presidente stabile del Consiglio europeo eletto a maggioranza qualificata per un periodo di due anni e mezzo e la figura dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza che riunisce in un’unica persona i due ruoli e le due funzioni oggi attribuiti a due soggetti diversi: l’Alto rappresentante per la Pesc ed il Commissario per le relazioni esterne”. “Ratifichiamo il Trattato – aggiunge Narducci – nella convinzione che siamo come marinai che debbano costruire la loro nave in mare aperto. Essi possono usare il legname della vecchia struttura per modificare lo scheletro e il fasciame dell’imbarcazione, ma non possono riportarla in bacino per ricostruirla da capo” (Neurath).
(Cat)