Roma, 1 ago – Negli ultimi mesi la presenza di immigrati senza documenti nel nostro Paese sembra essere diventato il vero problema del Paese. L’esercito nelle strade. Lo stato di emergenza nazionale proclamato in tutto il territorio. Ma a chi ci riferiamo quando parliamo di irregolari? Provano a spiegarlo nelle Acli nell’ultimo numero di Aesse (Azione sociale), il mensile associativo da oggi consultabile anche online, che dedica a questo tema la copertina e il primo piano: “Clandestino a chi?”, storie di “pericolosi irregolari” in Italia. Il presidente delle Acli Andrea Olivero sui rischi della politica in piazza, spiega che questa “può essere strumentalizzata da parte di chi non ha interesse che siano i cittadini a far sentire la propria voce, ma al contrario che tutti ascoltino la loro. In una situazione di democrazia mediatica (…) la piazza diviene un prolungamento della televisione, un fondale per lo spettacolo di una minoranza”. L’economista Luigi Campiglio sull’impennata inflazionistica, che riguardando soprattutto i beni alimentari, gli affitti e i trasporti, «riduce in misura maggiore il tenore di vita delle famiglie con i redditi più bassi». Quindi Roberto Della Rocca, dell’Associazione italiana vittime del terrorismo, che racconta l’altra faccia degli “anni di piombo”, quella poco illuminata dai riflettori dei media, il silenzio, il dolore e la dignità dei familiari delle vittime che chiedono giustizia contro chi tenta di indurre all’oblio la memoria collettiva.
(Sis)