Roma, 30 lug – “Passare dalla recitazione alla regia è come avvicinarmi alla paternità, dopo essere stato figlio. Forse è un processo anche dovuto all’età, è come se ci fosse un ridimensionamento del proprio ego, per fare delle cose diverse, più introspettive. E’ qualcosa di superiore a tutte le esperienze precedenti che ho fatto”, Francesco Scianna, ospite il 22 luglio del Giffoni Film Festival (Salerno) ha parlato con trasporto del suo nuovo progetto teatrale: la regia di “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, che debutterà il prossimo 2 ottobre al Teatro Biondo di Palermo, nella Sala Strehler, con repliche il 3 e 4 ottobre. “Ho scelto il debutto nella mia Palermo – ha detto l’attore – Palermo è capitale italiana della cultura ma è anche da dove tutto è partito. Se non fossi nato lì, probabilmente non avrei sentito la spinta per andare in America o a Londra e non avrei fatto tutte le esperienze che ho fatto e che mi hanno portato ad essere quello che sono”. Attore in fortissima ascesa, atteso in teatro, impegnato in questi giorni sul set di Luca Miniero a Salerno per un film in uscita a dicembre con Frank Matano, Cristiana Capotondi, Lillo e Diana del Bufalo e in trattativa per un film sul grande schermo con un regista internazionale (“Non posso dire di più”). (red)