Roma, 30 lug – “Per la seconda volta in poco più di due giorni stiamo chiedendo alle autorità tunisine e all’autorità portuale di Zarziz di poter prestare aiuto alla nave Sarost5 ormai da quasi 20 giorni ormeggiata di fronte al porto con a bordo 40 migranti, tra cui due donne incinte e un ferito”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali da bordo nella nave Ong Open Arms. “Abbiamo offerto sostegno umanitario con acqua e cibo – prosegue il leader di SI – e assistenza medica con il personale che abbiamo a bordo e un ecografo mobile per visitare le due donne. Per la seconda volta siamo bloccati in attesa in un rimpallo di decisioni incredibilmente lento e contraddittorio. È bene ricordare che i 40 migranti sono stati salvati in zona Sar maltese e rifiutati prima da Malta e poi dall’Italia. Una vicenda che spiega bene quello che sta succedendo. 40 persone sequestrate da giorni in condizione precarie senza nessun motivo se non quello di rimpallarsi la responsabilità tra i Paesi europei”. “Solo che a pagarne il prezzo sono persone in carne ed ossa- conclude Fratoianni – vite umane utilizzate come pedine in questa disumana partita a scacchi”. (red)