Roma, 30 lug – Un idillio più che un incontro tra capi di Stato. Questa l’impressione che si è avuta al termine dell’atteso incontro tra il premier Giuseppe Conte e l’inquilino della Casa Bianca al quale il capo del governo di Roma si è più volte rivolto chiamandolo senza tante cerimonie “Donald”. Accordo totale su pressoché tutti i grandi temi affrontati. Tra questi anche quello riguardante il destino della Libia rispetto alla cui stabilizzazione Trump ha riconosciuto al nostro Paese il ruolo di nazione leadership. “Con la cabina di regia in Libia – sono state al riguardo le parole di Conte – c’è quasi un gemellaggio tra Usa e Italia: L’America riconosce il nostro ruolo di interlocutore privilegiato”. Conte ha anche annunciato l’organizzazione di una conferenza sulla Libia d’intesa con Washington. D’amore e d’accordo anche per quanto riguarda la politica sui migranti: “Spero che anche gli altri leader seguano l’esempio dell’Italia”, ha dichiarato senza tanti giri di parole il presidente americano, per il quale Roma “sta facendo un lavoro straordinario”. Ma la vera ciliegina sulla torta è stata forse la perfetta sintonia sulla Russia: “L’Italia – ha detto Conte – ritiene fondamentale il dialogo tra Usa e Russia”. Un dialogo al quale anche il governo di Roma, è stato ribadito, tiene fermamente, anche se “le sanzioni non possono essere rimosse dall’oggi al domani”. Dalla Russia alla Nato il passo è breve: “Sulla Nato – ha detto Conte – c’è stata una posizione chiara di Trump che io condivido: l’esigenza di riequilibrare la spesa che in questo momento è squilibrata. Sono posizioni ragionevoli che io tengo in gran conto. Dobbiamo negoziare per trovare il punto di equilibrio”. (red)