Trento, 5 ago – “Abbiamo voluto fare delle politiche familiari un patrimonio di tutti – ha spiegato l’assessore Dalmaso – nella considerazione con le famiglie hanno bisogno di essere aiutate nella loro quotidianità. Il marchio non è una premessa per avere contributi ma una segnalazione di un modo di operare che guarda alle famiglie ed ai loro bisogni in un’ottica privilegiata. C’è un gran bisogno, oggi, di diffondere l’attenzione alla famiglia coinvolgendo tutti i settori sociali, economici ed istituzionali”. L’attribuzione del marchio conta e incide poco? Dalmaso spiega che non è così: “Ci vuole tempo per radicare nel tessuto sociale ed economico, si tratta di un lungo lavoro che investe la mentalità, la cultura e l’atteggiamento generale ed individuale di persone ed enti nei riguardi del nucleo fondante della nostra società”. E proprio lo sviluppo di una nuova sensibilità verso la famiglia è per Paolo Rebecchi, neo presidente del Forum delle associazioni familiari trentine (40 associazioni aderenti) il valore aggiunto del marchio Family in Trentino: “L’importante è deideologizzare la famiglia, vedere i suoi problemi come opportunità di crescita, offrire azioni concrete”. Soddisfazione per l’acquisizione del marchio al Museo dell’aeronautica Caproni (dopo il Museo tridentino di scienze naturali e il Museo delle palafitte di Ledro) è stata espressa anche dall’assessore alla cultura Margherita Cogo: “Spero che tutti i musei arrivino prima o poi a questa sorta di certificazione di qualità sociale; il Caproni è il museo che soffre di più in termini logistici e ciò nonostante ha cercato di adeguare i propri standard di servizio”.
(Sis)