Stop per Marcello Foa. La Commssione di vigiilanza Rai infatti ha boccato la nomina del giornalista come nuovo direttore della tv del servizio pubblico, con appena 22 voti (ne sarebbero serviti 27). “Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai – commenta Foa su Facebook – Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall’Azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”. Esulta l’opppsizione: “Il colpo di mano di Di Maio e Salvini non passa. Un governo di sbruffoni voleva imporre un amico di Putin alla guida della Rai ma la Vigilanza ha detto no a Marcello Foa. Ora serve un presidente di garanzia” tuona il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. Per Gasparri “metodo sbagliato, candidato bocciato, ora va cambiato. In rima si capisce?”. Dalla maggioranza la Lega, da cui proviene il nome di Foa, si appella all’ (ex) alleato di centrodestra: “Siamo dispiaciuti dell’asse Pd – Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del paese che della Rai. – spiegano i capigruppo di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo – Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Forza Italia invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova”.
(Sis)