Siena, 2 ago – Non solo tartarughe, uccelli marini e pesci: anche le meduse ingeriscono i frammenti di plastica che trovano in sospensione nell’acqua, identificandoli probabilmente come prede. Ricercatrici del dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Università di Siena, con colleghi dell’Università della Tuscia e un’ampia collaborazione internazionale, per la prima volta hanno evidenziato la presenza di rifiuti plastici nelle meduse, in uno studio recentemente pubblicato su Nature Scientific Reports – “Episodic records of jellyfish ingestion of plastic items reveal a novel pathway for trophic transference of marine litter”. Nelle foto realizzate per lo studio, una medusa trattiene tra i lobi orali una sottile striscia di plastica, proveniente da una confezione di sigarette. Un’altra tiene nell’ombrello un frammento di polietilene. Si tratta di esemplari di medusa della specie Pelagia noctiluca, ampiamente diffusa nel mar Mediterraneo, prelevati in uno specchio d’acqua vicino all’isola di Ponza, luogo caratterizzato da un plastic vortex, ovvero da accumulo di rifiuti marini dovuto dalla convergenza di correnti superficiali. Lo studio, coordinato da Elisa Bergami, giovane ricercatrice dell’Università di Siena, e da Armando Macali dell’Università della Tuscia, in collaborazione con Alexander Semenov dell’Università Lomonosov di Mosca e con il contributo di Ilaria Corsi, sempre dell’Ateneo senese, dimostra in particolare che le meduse costituiscono un target “inaspettato” della plastica in mare. (BIG ITALY / PO / SEGUE)