Siena, 2 ago – Molti animali marini sono minacciati dalla presenza di macro e microplastiche, come dimostrano importanti studi svolti all’Università di Siena da altri ricercatori dello stesso dipartimento. Ora, la conferma della contaminazione delle meduse a causa di macroplastiche, frammenti della grandezza superiore a un centimetro, pone ulteriori preoccupazioni su tutta la catena alimentare marina. Le meduse infatti formano una parte considerevole della dieta dei grandi vertebrati, come tartarughe e pesci, comprese anche specie rilevanti dal punto di vista commerciale, come tonno e pesce spada. Nonostante la ridotta dimensione del campione considerato, lo studio pone basi importanti per future attività di monitoraggio, e per comprendere i meccanismi di interazione delle plastiche con la fauna marina. La caratterizzazione dei frammenti plastici trovati nel corpo dalle meduse è stata effettuata mediante spettroscopia ATR-FTIR presso l’Università di Messina e spettroscopia UV-Raman presso Elettra Sincrotrone Trieste dell’Area Science Park. Tecniche di analisi raffinate hanno permesso di individuare con precisione la composizione chimica dei materiali rinvenuti nelle meduse, in particolare costituiti da polietilene ad alta densità e polietilene contenente un ritardante di fiamma, oltre ad un terzo frammento di vernice a base di zinco. (BIG ITALY / red)