Roma, 6 ago – “Francamente penso che non succeda nulla. Ma nella malaugurata ipotesi che gli Stati Uniti annuncino dei dazi sui prodotti dell’agrifood italiano chiariremo agli americani che non vanno in competizione con i loro. Sono cose diverse”. Lo afferma il ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio, in una intervista a La Verità, nella quale ribadisce la sua contrarietà ai dazi: “Sono sempre convinto che dazio chiami dazio e sono sicuro che qualora l’Italia imponga una tariffa doganale il Paese che la subisce ne introduca un’altra per ritorsione” ma “si può rispondere con misure tecniche”, ad esempio “da qualche settimana abbiamo attivato i controlli sanitari alle frontiere sul riso per accertare se rispetti le nonne igienico sanitarie previste dalla legislazione italiana”, “se le partite di riso fossero in regola allora ragioneremo da un punto di vista strettamente economico. Diversamente le bloccheremo”. Inoltre parla del Ceta, il trattato di libero scambio Ue-Canada: “Penso non tuteli abbastanza l’agroalimentare italiano” ma “in questo momento il Ceta è in vigore in via provvisoria e le aziende italiane ne stanno beneficiando o lo stanno subendo. Nel giro di qualche mese, al massimo un anno, potremo avere davvero degli elementi certi su come il mercato reagisce all’accordo”, “i canadesi hanno tutto l’interesse che l’Italia voti il Ceta ma capiscono i nostri dubbi. Al punto che il ministro si è reso disponibile ad aprire un tavolo di trattative bilaterale, Italia-Canada, per verificare quali prodotti dell’agroalimentare italiano sono rimasti fuori dal Ceta e se possano essere inseriti in un eventuale accordo”. E parla della battaglia dei leghisti a Bruxelles per la difesa del made in Italy: “La Lega non ha mai smarrito la missione di tutelare i localismi. Difendere il made in Italy e difendere il tricolore messo sui prodotti del nostro agroalimentare, significa difendere quella varietà di prodotti che differenziano l’Italia dagli altri Paesi nel mondo. Da Bolzano a Lampedusa abbiamo una varietà quasi infinita di prodotti locali che talvolta non vanno oltre il mercato rionale, ma che devono essere difesi”.