Roma, 6 ago – “La linea del governo è chiara: per le grandi opere l’analisi costi-benefici è il nostro faro. Non possiamo far pagare per decenni agli italiani i costi di opere inutili, è un principio di buon senso su cui siamo d’accordo” puntualizza il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, in una intervista al Corriere della Sera, commentando le posizioni contrastanti nel governo su Tav, Tap e Terzo Valico. Edoardo Rixi, sottosegretario leghista del ministro ai Trasporti Danilo Toninelli, in una intervista sempre al quotidiano milanese illustra invece la posizione del Carroccio affermando che “la discussione sulla Torino-Lione ha una sua ragione di essere. Gli stessi francesi lo scorso maggio hanno chiesto che il termine dei lavori sia spostato dal 2030 al 2035”, “la Tav è opera transfrontaliera. Di risparmi sul versante italiano se ne possono fare e dunque di revisione ha senso parlare. Bloccarla è un altro paio di maniche”, aggiunge il sottosegretario, sottolineando che “peraltro la Tav non riguarda affatto il solo Piemonte, è un corridoio europeo. Per me la Tav è importante: quello su cui si può riflettere è il non tenere risorse ferme. Se anche i francesi ritengono si debba dilazionare di 5 anni, può avere un senso spostare provvisoriamente le risorse oggi impegnate”. Rixi conclude: “Il tema importante non è fare le opere al Nord o al Sud, ma farle dove servono e quello della popolazione è criterio assolutamente relativo. Il tunnel del Monte Bianco non riguarda solo i 130mila valdostani, il Terzo Valico non è per i meno di 600mila genovesi, il Tap serve a 60 milioni di italiani e non solo ai 4 milioni di pugliesi”. (Roc)