Roma, 7 ago – Dignità, non solo nel senso del decreto ma anche come lotta al caporalato. Mentre il Senato approvava il decreto varato da Luigi Di Maio, Giuseppe Conte oggi ha viaggiato per l’Italia, andando a portare la vicinanza del governo prima a Bologna, teatro del drammatico incidente sulla tangenziale, che a Foggia, dove la morte di 12 braccianti che viaggiavano all’interno di un furgoncino da otto persone ha riacceso la luce sullo sfruttamento dei migranti stagionali nel campi al Sud. “Qui a Foggia ieri sono morte dodici persone, che si sommano alle quattro morte sabato scorso. Sedici lavoratori sfruttati e umiliati dalle condizioni di lavoro e di vita a cui erano costretti. Questa non è dignità – dice Conte dopo la visita a Foggia. “A distanza di decenni sembrano ancora attuali le lotte condotte da Giuseppe Di Vittorio nato a pochi km di distanza da qui. La bussola di questo governo – anche nell’approccio che abbiamo avuto nei confronti dell’immigrazione – è quella di garantire la dignità della vita e la dignità del lavoro. Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità”.
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