Dignità, non solo nel senso del decreto ma anche come lotta al caporalato. Mentre il Senato approvava il decreto varato da Luigi Di Maio, Giuseppe Conte oggi ha viaggiato per l’Italia, andando a portare la vicinanza del governo prima a Bologna, teatro del drammatico incidente sulla tangenziale, che a Foggia, dove la morte di 12 braccianti che viaggiavano all’interno di un furgoncino da otto persone ha riacceso la luce sullo sfruttamento dei migranti stagionali nel campi al Sud. “Qui a Foggia ieri sono morte dodici persone, che si sommano alle quattro morte sabato scorso. Sedici lavoratori sfruttati e umiliati dalle condizioni di lavoro e di vita a cui erano costretti. Questa non è dignità – dice Conte dopo la visita a Foggia. “A distanza di decenni sembrano ancora attuali le lotte condotte da Giuseppe Di Vittorio nato a pochi km di distanza da qui. La bussola di questo governo – anche nell’approccio che abbiamo avuto nei confronti dell’immigrazione – è quella di garantire la dignità della vita e la dignità del lavoro. Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità”. E anche il ministro della Infrastrutture Danilo Toninelli, in Senato, si è soffermato sulla vicenda dei 12 migranti uccisi (e degli altri 4 morti sempre in un incidente sabato scorso, per un totale di 16), spiegando che n Puglia “si è ripetuta, in termini ancora più gravi, una tragedia che è un film già visto dopo lo scontro stradale di sabato scorso. Quello di ieri, prima che è essere un gravissimo incidente, è il capitolo estremo di una storia orribile di sfruttamento, una forma moderna di schiavitù che in questo Paese non possiamo tollerare. Il caporalato va debellato e ha fatto bene il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a riferirsi a un’intensificazione dei controlli contro il lavoro nero attraverso un maggior numero di ispettori”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli nella sua informativa al Senato sugli incidenti di ieri a Bologna e a Foggia. Secondo Toninelli “è assurdo che serva una tragedia per mettere sotto i riflettori un fenomeno che, anno dopo anno, stagione dopo stagione, raccolta dopo raccolta, offende quel senso di umanità che dovrebbe albergare in ognuno di noi. Quei 16 ragazzi erano venuti in Italia per cercare un futuro migliore. E invece hanno trovato la morte. I 12 deceduti ieri viaggiavano probabilmente in piedi e stipati, complessivamente in 14, dentro un furgoncino che poteva portare al massimo otto persone”. Una ondata di sdegnato che ha toccato anche la Cei, con il presidente cardinale Gualtiero Bassetti che ha spiegato che “occorre fare giustizia, gli esseri umani, e io ho visto anche nelle immagini in televisione dove mangiano, dove dormono queste persone, non possono vivere in tuguri come topi, allora è veramente necessario, ma vedo che si stanno muovendo grazie a Dio dal presidente del Consiglio in giù, un tempestivo e vigile intervento delle nostre istituzioni”. Domani intanto in molti scenderanno in strada a Foggia per una manifestazione di solidarietà e di protesta organizzata da Flai Cgil, Arci, Libera, Terra!, Consulta sull’immigrazione di Foggia e Cerignola, Casa Sankara, Intersos, Amici dei Migranti. “Non c’è pomodoro buono e pulito in agricoltura se non è stato prodotto in maniera etica, giusta, onesta, se non è stato coltivato senza schiavi e caporali” dice Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. “Chi continua a schiavizzare i braccianti, per lo più stranieri, impiegati nelle campagne di raccolta deve essere punito e per farlo è necessario che le tutte istituzioni coinvolte si assumano finalmente la responsabilità di applicare la legge per il contrasto al caporalato”.
