Belluno, 10 ago – Migliaia di emigranti italiani partirono alla fine della Seconda guerra mondiale per andare in Belgio a lavorare in miniera. “Uomini in cambio di carbone” questo era l’accordo che fu firmato tra l’Italia e il Belgio. “Uomini in cambio di pomodori è l’accordo dei nostri giorni – ha rimarcato il consigliere regionale Franco Gidoni – pensando allo sfruttamento degli immigrati nel sud Italia per la raccolta del pomodoro”. A portare i saluti dell’Amministrazione comunale di Belluno l’assessore Maurizio Busatta, che ha voluto ricordare il sacrificio degli italiani all’estero: “Un sacrificio che ha permesso lo sviluppo dell’Italia e anche della provincia di Belluno”. Momento toccante della cerimonia la testimonianza dell’ex minatore bellunese Amedeo Grillo: “Lavoravo in una miniera a 40 km di distanza da Marcinelle e l’8 agosto 1956 vidi con i miei occhi, in lontananza, il fumo nero che fuoriusciva da quella miniera”. “Lavorare in miniera era pericoloso – ha continuato Grillo – e appena potei mi trasferii in Svizzera per lavorare in tutt’altro ambiente lavorativo”. (BIG ITALY / red)