Roma, 14 ago – “Immaginare che i mercati siano cinici e bari non aiuta: gli operatori fanno il loro mestiere, la speculazione fa parte del gioca Ma se saremo credibili con l’Europa il rischio paventato da taluni potrà sciogliersi come neve al sole e speriamo che così avvenga”. Così in un’intervista ad Avvenire Carlo Sangalli, storico presidente di Confcommercio, che aggiunge: “Quello che ci preoccupa di più è l’intensità e la durata del rallentamento dell’economia che comincia a sentirsi da una parte e, dall’altra, le insidie che potrebbero derivare da una gestione poco rigorosa della finanza pubblica. Questo non vuol dire rinunciare alla concreta possibilità di negoziare con l’Europa maggiore flessibilità di bilancio per il 2019, come peraltro accaduto negli ultimi anni, ma occorre farlo con una legge di Bilancio credibile. Allo stato attuale è evidente che dare seguito al contratto di governo, che prevede interventi di riforma nell’ordine di cento miliardi di euro annui, e tenere insieme i conti in ordine mi sembra un percorso pieno di ostacoli”. “In questi giorni anch’io ho ricevuto molte telefonate di presidenti di associazioni e federazioni preoccupati e scontenti per alcuni provvedimenti del governo, soprattutto quelli della ristorazione e del commercio, esclusi dai voucher e penalizzati nella gestione della propria attività. Ecco, non abbiamo certo nostalgia della concertazione, ma un maggior dialogo con le rappresentanze avrebbe aiutato e aiuterebbe”. Cosa chiedete in sintesi al governo? “Blocco degli aumenti Iva, riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro e rilancio degli investimenti pubblici e privati. Per trovare le risorse la via è obbligata: tornare a un coraggioso e più incisivo taglio della spesa pubblica improduttiva, e una maggiore determinazione nel contrasto a evasione e elusione. Se ci sarà, sarebbe naturale accompagnarlo con strumenti di “pace fiscale” per chi è in obiettiva difficoltà”. (red)