Monaco di Baviera, 16 ago – Ma il “Cigno di Pesaro” (o, come preferiva essere chiamato, il “Cinghiale di Lugo”) non s’impegnò nell’esercizio della parodia e della satira solo nei suoi lavori teatrali; lo fece anche in decine di composizioni pianistiche (“Il mio preludio igienico del mattino”, “Studio asmatico”, “Valzer zoppo”) e, assai di frequente, nella sua vita privata. Un solo esempio tra le centinaia di sue battute corrosive che hanno fatto epoca: “Oh, come sarebbe meravigliosa l’opera se non ci fossero i cantanti!”. Con i musicisti francesi, Rossini non ebbe facili rapporti ma il curaro scorse addirittura a fiumi con colleghi tedeschi del suo tempo: lui, che da studente veniva deriso con l’appellativo di “tedeschino”! Questo dato, quindi, attribuisce un valore aggiunto a un’iniziativa che, nel 150° anniversario della sua morte, intende celebrarlo in Germania: oggi, che la sua figura compare (speriamo, rappacificata!) tra i giganti della storia musicale, accanto a quelle di Beethoven, Weber, Schumann e Wagner. Nel 150° anniversario della sua morte, Gioachino Rossini viene presentato alla luce delle sue fantastiche doti umoristiche, che esercitò per tutta la vita: nei teatri, al tavolo di lavoro e in cucina. (BIG ITALY / SEGUE)