Roma, 16 ago – I matrimoni senza bambini, così come i ristoranti o hotel childfree, sono una tendenza che si è fatta strada in questi anni. Non sorprende che in un momento in cui le coppie “Dinky” (Double Income No Kids Yet) sono sempre più di moda, si celebrino eventi in cui i bambini non sono i “benvenuti”. Ma è davvero così alto il numero di matrimoni che non prevedono la presenza dei più piccoli nel nostro paese? La risposta è no. Secondo un’indagine condotta da Matrimonio.com, basandosi su dati riferiti a coppie sposate nel 2017 e nel primo trimestre del 2018, i matrimoni senza bambini sono solo il 4%. Qual è la reazione degli inviati a un matrimonio “childfree”? Molti considerano offensivo ricevere un invito che riporti l’indicazione “Senza figli”. Alcuni pensano che i bambini portino allegria e che escluderli dalla festa sia addirittura discriminatorio. Altri pensano che il formato di questo tipo di eventi, che possono durare anche diverse ore, non sia il più adatto ai pargoletti. Altri ancora semplicemente vogliono poter decidere se portarli o meno e non sono d’accordo nel proibire a priori la loro presenza. Nel 63% dei casi, in media, gli sposi offrono servizi esclusivi per i più piccoli. Tra i più richiesti, spicca la scelta di un menu ad hoc, l’animazione e il servizio di baby-sitter, oltre ad una area giochi, gonfiabili e angolo caramelle. Troviamo anche altre attività meno frequenti come un gruppo musicale per bambini o il classico truccabimbi. (PO / red)