Roma, 21 ago – Antonio Tajani, vice presidente di FI, in una intervista al Corriere della Sera, afferma: “Non sono, né sono mai stato, un ‘burocrate di Bruxelles’. Non ho mai lesinato critiche alla UE quando è servito, nè mi sono sottratto quando c’era da dare battaglia”. Ma, da presidente del Parlamento europeo, sottolinea: “Scaricare sull’Europa le responsabilità del disastro di Genova o del ritardo delle nostre Infrastrutture, o prendersela con i mercati ‘cattivi’ che speculano contro di noi è un errore gravissimo”, “sono tante le cose da cambiare in Europa, ma su questo punto dalla Ue è sempre arrivata collaborazione. Di più, sono stati stanziati moltissimi fondi. Per la UE investire nelle infrastrutture è sempre stata una priorità. Qualche dato? Nel bilancio 2014-2020, 2,5 miliardi di euro sono stati destinati all’Italia per la costruzione di strade e ferrovie; ad aprile sono stati autorizzati 8 miliardi di investimenti per le infrastrutture considerandoli come aiuti di Stato, fuori cioè dal bilancio. Ma non solo: nel bilancio che andrà dal 2021 al 2027 sono previsti ben 3o miliardi per le infrastrutture europee, con i quali si possono certamente fare opere pubbliche come la Gronda o la Genova-Rotterdam”. Secondo Tajani “andare alla ricerca di un nemico al giorno non ci aiuterà a risolvere i nostri problemi, e tantomeno individuare nell’Europa il capro espiatorio: è in casa nostra che dobbiamo trovare le cause di quello che non ha funzionato e, soprattutto, le soluzioni”. (red)