Roma, 22 ago – Il dinamismo dei pubblici esercizi, però, non nasconde le molte difficoltà che le imprese si trovano ancora ad affrontare. In un settore caratterizzato da un sempre più alto tasso di competizione, non tutti riescono a tenere in piedi la propria attività a 5 anni dalla nascita. Delle imprese nate nel 2013, la metà ha abbassato la saracinesca entro i primi cinque anni di attività e 1 su 3 non è riuscita ad andare oltre il terzo anno. Tuttavia non è così dappertutto: in alcune città italiane i numeri migliorano sensibilmente. A Sondrio, Aosta, Belluno e Terni i livelli di mortalità delle attività iscritte nel 2013 sono inferiori di oltre 10 punti percentuali alla media nazionale (45,6%). Di contro ad Isernia, Frosinone, Foggia e Brindisi pizzerie a taglio e rosticcerie sembrano avere vita più difficile: qui 2 esercizi su 3 non superano la prova dei cinque anni. I negozi di questo tipo rappresentano ancora la prima forma di investimento per le comunità straniere e in particolare per quella extraUE che, con le quasi 9mila attività, nel periodo in esame ha visto aumentare il suo numero di oltre 2mila unità (il 36% dell’intero incremento di imprese del comparto), corrispondente ad una variazione percentuale superiore al 30% (contro il 17% fatto registrare da tutte le attività del settore). (SEGUE)