Milano, 22 ago – “Il DTM – prosegue Zanardi – è una categoria bellissima, che io ho sempre sognato, nonostante abbia guidato delle vetture incredibili nella mia carriera. Su di me, il DTM ha sempre avuto un certo appeal, si tratta di auto da corsa, a cui viene data una veste che ricorda l’auto di serie. In verità, sotto il vestito c’è un vero bolide, in fibra di carbonio, progettato per accoppiarsi con delle gomme molto performanti, con un motore da otto cilindri. È un’auto molto fisica, in un certo senso”. In gara Zanardi correrà per la prima volta senza protesi: “Sono due i motivi per cui ho deciso di correre senza protesi – spiega a Sky – Prima che venissero introdotti tutti i comandi sul volante, avevo chiesto di guidare con le protesi perché era relativamente più semplice, però impediscono qualunque traspirazione e mi sfiancano fisicamente. Senza protesi, in questa piccola rivoluzione tecnica che abbiamo fatto, non è che sono più veloce però aumenta la mia resistenza: la prima volta che ho provato questi nuovi dispositivi, nei test per preparare il DTM, ho fatto 700 chilometri in pista. Inoltre, questi nuovi dispositivi si accoppiano benissimo con la BMW M4 DTM che userò in pista”. E in caso di incidente? “Le protesi sono più uno svantaggio che un vantaggio in questo tipo di situazione. Senza protesi addosso, io sono un gatto, sono più agile, riesco a uscire dall’abitacolo ancora più velocemente”. (SEGUE)