Roma, 23 ago – Dal triplice confine nei pressi del Passo Resia alle porte settentrionali della Pianura Padana: 190 chilometri in 3 ore e 45 minuti per un’altitudine massima di 2.200 metri, raggiunta dove le Alpi altoatesine – anche quest’anno – hanno riservato l’attacco di un’aquila. E’ così che ieri mattina lo stormo di uomini e uccelli della V Migrazione Guidata dall’Uomo è entrato in Italia toccando terra a Thiene, in una terza tappa tradizionalmente molto impegnativa. Ventiquattro ore nel vicentino e stamattina i 29 ibis eremita e le due mamme adottive a bordo degli ultraleggeri riprenderanno il viaggio in direzione della prossima tappa di Borgo San Lorenzo (FI). L’annuncio è del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato dall’Ue LIFE+ “Reason for hope” per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita, affidato ai ricercatori austriaci del Waldrappteam. “Lo stormo di uomini e uccelli – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva – è partito il giorno di Ferragosto dal Lago di Costanza con l’obiettivo di raggiungere il clima mite dell’Oasi di Orbetello, dove gli ibis si tratterranno per svernare fino alla prossima primavera. A quel punto, senza il supporto delle mamme adottive, gli uccelli avranno il compito di ripartire verso i quartieri riproduttivi della Baviera e di compiere il viaggio autonomamente in senso opposto. E ad ogni nuovo ritorno in Italia saranno gli esemplari ormai esperti a condurre a sud i nuovi nati, in un viaggio antico a cui l’uomo aveva posto fine”. (SEGUE)