Roma, 23 ago – A due anni dal terremoto che il 24 agosto del 2016 devastò Amatrice e il Centro Italia, la ricostruzione procede ancora troppo a rilento. In particolare quella delle scuole e la rimozione delle macerie restano ancora i due talloni di Achille. A confermarlo i numeri raccolti da Legambiente nel report “Lo stato di avanzamento dei lavori nelle aree post sisma” dove l’associazione ambientalista fa il punto sulla ricostruzione delle scuole, la gestione e il recupero delle macerie, la consegna delle SAE e la messa in sicurezza del patrimonio culturale e attraverso questo lavoro torna a denunciare i ritardi dovuti anche alla mancanza di una pianificazione preventiva che ha fatto partire in ritardo la macchina.
Nonostante in questi anni con le tre ordinanze (14 e 33 del 2017 e la 56 del 2018) siano stati previsti interventi di riqualificazione o nuove edificazioni per ben 235 edifici scolastici, sembrano tuttavia ancora lontani i tempi di realizzazione visto che la maggior parte dei cantieri sono ancora in fase di progettazione o di attuazione. In particolare, delle 21 scuole individuate con la prima ordinanza (n.14) e da realizzare entro l’anno scolastico 2017-2018, ne sono state ricostruite solo tre: la scuola per l’infanzia di Via Don Petruio a Fabriano, la scuola Romolo Capranica ad Amatrice e la scuola di Crognaleto; avviati i lavori di edificazione delle scuole di Giano e Foligno in Umbria, dei Poli scolastici di Macerata e San Ginesio nelle Marche e della scuola di Accumuli nel Lazio.
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