Roma, 24 ago – “L’Europa deve sapere che il governo italiano è irritato. Basta con parole tante e risultati pochi. L’Ue si era impegnata a prendere 35mila immigrati: si sono fermati a 12 mila. Se la serietà è questa, non ci si può stupire che noi abbiamo deciso un punto fermo. Con le Ong ci siamo riusciti, ora dobbiamo costringere l’Ue a farsi carico di ciò che le spetta. L’Italia è contribuente dell’Europa per circa 6 miliardi l’anno. Ne abbiamo in cambio problemi su pesca, agricoltura, turismo, commercio, banche…”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in una intervista al Corriere della Sera. L’Italia taglierà i contributi all’Unione europea? “Stiamo entrando nella discussione sul bilancio, in cui le decisioni richiedono unanimità. Per noi, l’unanimità Bruxelles non la vedrà neanche col binocolo. E non siamo gli unici”, “alla faccia del Pd, non siamo certo soli. La maggior parte dei Paesi pretende lo stop all’immigrazione. A metà settembre ci sarà la riunione dei ministri dell’Interno europei, e lì lo si vedrà. Io, nei prossimi giorni, incontrerò Viktor Orbán a Milano”. E aggiunge: “Ci sarà parecchio di cui parlare. Si dice che in base ai trattati, alle convenzioni, a Ginevra, noi non possiamo riportare gli immigrati indietro. Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare”. Quindi precisa: “Al 23 agosto, gli sbarchi 2018 sono stati 19.526. Di cui 3.718 tunisini. Un Paese né in guerra né in carestia. Sono già in contatto con la Tunisia per andare il prima possibile e capire come possiamo aiutarli”. Sulla Diciotti sono quasi tutti eritrei, potrebbero avere diritto all’asilo. O no? “Una delle poche buone notizie di questa estate disastrosa è che tra Etiopia ed Eritrea la pace resiste. Il cappellano degli eritrei in Europa, don Mussie Zerai, dice di sperare che anche l’Italia faccia la sua parte. Come governo, noi siamo assolutamente disponibili”.