“L’Europa deve sapere che il governo italiano è irritato. Basta con parole tante e risultati pochi. L’Ue si era impegnata a prendere 35mila immigrati: si sono fermati a 12 mila. Se la serietà è questa, non ci si può stupire che noi abbiamo deciso un punto fermo. Con le Ong ci siamo riusciti, ora dobbiamo costringere l’Ue a farsi carico di ciò che le spetta. L’Italia è contribuente dell’Europa per circa 6 miliardi l’anno. Ne abbiamo in cambio problemi su pesca, agricoltura, turismo, commercio, banche…”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in una intervista al Corriere della Sera. L’Italia taglierà i contributi all’Unione europea? “Stiamo entrando nella discussione sul bilancio, in cui le decisioni richiedono unanimità. Per noi, l’unanimità Bruxelles non la vedrà neanche col binocolo. E non siamo gli unici”, “alla faccia del Pd, non siamo certo soli. La maggior parte dei Paesi pretende lo stop all’immigrazione. A metà settembre ci sarà la riunione dei ministri dell’Interno europei, e lì lo si vedrà. Io, nei prossimi giorni, incontrerò Viktor Orbán a Milano”. E aggiunge: “Ci sarà parecchio di cui parlare. Si dice che in base ai trattati, alle convenzioni, a Ginevra, noi non possiamo riportare gli immigrati indietro. Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare”. Ribadisce quindi il suo no a fare scendere gli immigrati dalla nave Diciotti. Una situazione che può essere sbloccata, spiega, “con un bell’aereo che arriva da una delle capitali europee all’aeroporto di Catania. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta con i giovani”. Smentisce poi che abbia minacciato col premier Conte le dimissioni: “Ma che dice? Le uniche telefonate che stiamo facendo sono quelle sull’economia. Parlare di immigrazione non ha un gran senso, la posizione è quella e tutti sono d’accordo”. (24 ago – red)