Roma, 24 ago – Che fine ha fatto il centrosinistra? All’impegnativa domanda prova a rispondere, intervistato da Il Fatto, l’editore Giuseppe Laterza per il quale “Da tempo, assieme al centrodestra, il centrosinistra ha sposato il neo-liberismo, l’ideologia che ha messo al centro i mercati e la tecnologia come fossero forze inesorabili, sovrastanti l’uomo. Oggi sappiamo, perché ce lo dice persino l’Fmi, che questo modello non ha funzionato: negli ultimi trent’anni non ha fatto altro che aumentare le disuguaglianze mentre si bloccava la mobilità sociale. E le persone hanno cercato risposte da altre parti”. Ma – si chiede Laterza – “Come è possibile che non esista una risposta di sinistra in un Paese con 5 milioni di poveri e i1 26 per cento di Neet? Questi sono dati, scandali viventi da cui si dovrebbe ripartire”. Se il centrosinistra ha trascurato queste fasce sociali, lo ha fatto per strizzare l’occhio agli industriali? “Prendiamo il governo di Matteo Renzi. Io, da imprenditore, non nascondo di aver apprezzato il Jobs Act, ma se il centrosinistra fa un programma per aumentare la flessibilità del mercato del lavoro mi aspetto anche che garantisca un’adeguata protezione sociale per chi rimane fuori, rafforzando il welfare. E quando Renzi incontrava Sergio Marchionne o qualche altro grande imprenditore, prima di fargli i complimenti magari sarebbe stato meglio chiedergli che tipo di investimenti stesse facendo la sua azienda sui giovani. La sinistra, di fronte ai grandi gruppi industriali, ha dato per scontato che i loro interessi dovessero prevalere, sperando che poi ne avrebbero beneficiato tutti”. (red)