Roma, 29 ago – Le ACLI, Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, aderiscono alla giornata di digiuno e preghiera programmata per domenica 7 settembre dalla Conferenza episcopale indiana in reazione alle gravissime violenze nei confronti dei cristiani nello Stato dell’Orissa. Una forma di protesta pacifica e non violenta scelta dai vescovi nel solco della tradizione indiana del dharna, per richiamare l’attenzione della comunità nazionale e internazionale sulle tragiche vicende di queste ore e pregare insieme “per l’armonia tra le religioni e la pace in India”, come ha specificato il cardinale Varkey Vithayanthil. “Le violenze di questi giorni contro le comunità cristiane non possono passare sotto silenzio – afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero – E’ in gioco, in questo grande Paese e in tutto il mondo, la libertà di vivere e manifestare la propria fede religiosa, contro ogni fondamentalismo. Gli omicidi, le distruzioni di chiese e le razzie in conventi e abitazioni, ci mettono di fronte a una violenza cieca, che può essere arrestata solo da un intervento forte del governo indiano, fino a oggi assente, che deve essere richiesto con forza da tutta la comunità internazionale. Infine la comunità cristiana, ovunque sia presente, deve sentirsi chiamata a condividere le sofferenze dei propri fratelli perseguitati”