Bologna, 24 ago – Basta un solo pasto prelevato da fiori contaminati con un mix di pesticidi per alterare in negativo l’intero ciclo di vita di un’ape solitaria. Questa singola esposizione, effettuata al termine della diapausa invernale (uno stato di arresto della crescita simile al letargo), è infatti in grado sia di ridurre la longevità dell’insetto che di ritardare lo sviluppo degli ovari, diminuendo così la sua capacità riproduttiva. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B e svolto prevalentemente presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, in collaborazione con Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) di Bologna ed esperti del Research Institute of Horticulture di Puławy (Polonia) e della Università Autonoma di Barcellona. Secondo il gruppo di ricerca internazionale che ha condotto lo studio, questi effetti dimostrano come l’esposizione combinata a più pesticidi sia una delle cause principali della moria delle api. Un risultato che – suggeriscono gli studiosi – dovrebbe portare a ripensare il sistema di valutazione del rischio dei pesticidi: oggi, infatti, si considerano solo gli effetti prodotti da singole molecole, ma raramente sappiamo cosa succede quando ad agire sono due o più sostanze contemporaneamente. (SEGUE)