Roma, 24 ago – Roberta Pedrotti, fondatrice de L’Ape musicale, dedica il libro “Le donne di Rossini. Nate per vivere e regnar” (edizioni Odoya) alla componente femminile della vita di Gioacchino Rossini, a 150 anni dalla morte. A partire dalla madre, Anna Guidarini, che fu sua tenera confidente e lo incoraggiò nei primi periodi della sua carriera, l’autrice ripercorre l’universo femminile dell’esimio compositore. Tra le muse spiccano Isabella Colbran, che sposò e volle a Venezia per l’interpretazione della prima di Semiramide; Carolina Bassi, Teresa Belloc (prima Ninetta de La Gazza Ladra), Violante Camporese intorno alla voce della quale Rossini creò il personaggio di Bianca in Bianca e Falliero e ancora Giacinta Canonici prima Berenice nell’Occasione fa il ladro; Lorenza Correa prima Zenobia di Aureliano in Palmira, Adelaide Malanotte specializzata in ruoli en travesti, le sorelle Marchisio, Marietta Marcolini (Ciro in Babilonia, La pietra del paragone con cui debutta alla Scala) e infine l’eccelsa Giuditta Pasta (ma ce ne furono anche altre!). Il grande musicista si avvale da subito che la peculiarità del canto femminile è accostabile al timbro dei castrati ed ha il pregio di fornire un ulteriore registro. Le donne, nell’opera di Rossini, sono parte essenziale di una poetica innovativa, prova ne è la creazione dei personaggi.Donne che anche nella malasorte riescono a persuadere e “eterodirigere” la volontà altrui come l’Isabella de L’italiana in Algeri, personaggio libero e erotico che stregherà il grande pubblico, almeno fino alla censura che obbligherà Rossini a rivedere il testo… Oppure l’indomabile Desdemona che perfino nella morte suggella l’estrema libertà di fronte agli uomini (prima il padre, il marito in seguito). E la virtuosa Rosina che resta nella storia come “vipera” grazie a un’aria immortale, benché non agisca come “la più tremenda” delle donne rossiniane. (PO / SEGUE)