Roma, 28 ago – I cavalli di Gustavo Aceves ad Arezzo. Fino al 14 ottobre, la città toscana ospita “Lapidarium: dalla parte dei vinti”, una delle tappe fondamentali del suggestivo progetto itinerante e in continua evoluzione a cui l’artista messicano che vive a Pietrasanta, lavora dal 2014. Una mostra imponente con oltre 200 opere realizzate in pietra, bronzo, resina, legno ed altri materiali ed allestite in più luoghi del centro storico (San Francesco, Sala Sant’Ignazio, Sagrato del Duomo, Piazza Vasari, Fortezza Medicea), sull’idea del viaggio, della migrazione. Con questo progetto infatti, Aceves, uno dei massimi interpreti dell’arte contemporanea a livello mondiale, intende ricreare idealmente le peregrinazioni della “Quadriga di San Marco”, opera che l’artista messicano, appena ventenne ebbe modo di ammirare nella sua Città del Messico, restandone folgorato. Erano gli anni ‘70 e prima di essere musealizzati, quegli antichissimi cavalli bronzei provenienti da Costantinopoli, percorrevano un ultimo giro attorno al mondo, che avrebbe messo fine alla serie di migrazioni delle quali, sin dal XIII secolo, erano stati protagonisti. Da lì, per Aceves, l’idea dare vita ad un opera che potesse ripercorrere lo stesso itinerario fatto dalla “Quadriga di San Marco”. (red)