Padova, 28 ago – «Si tratta di un contesto di grande importanza» dice il professor Armando De Guio, direttore scientifico delle indagini fin dal loro avvio nel 1993 «Parliamo infatti del più antico insediamento stabile dell’area, collocato su un promontorio in posizione strategica per il controllo delle vie commerciali tra la pedemontana e la pianura veneta. Ci aspettiamo molto da questa campagna, e non soltanto per la sua lunga durata. Lo scorso anno abbiamo iniziato a rimuovere i crolli all’interno di un’altra delle casette semi interrate che costellano il sito» continua De Guio «e che secondo le datazioni radiocarboniche parrebbe essere la più antica finora individuata: vista la profondità della scala d’acceso sembrerebbe addirittura essere dotata di cantina, come non se ne sono mai viste sul Bostel. Inoltre, porteremo avanti le indagini in un nuovo settore, dove speriamo di mettere in luce i resti di un’ulteriore abitazione, in modo da poter finalmente ragionare sull’assetto complessivo che doveva avere il villaggio durante l’età del Ferro.» Sarà operativa una squadra di circa venti persone tra docenti, assegnisti, dottorandi, collaboratori, studenti triennali e magistrali dell’Università degli Studi di Padova. (SEGUE)