Roma, 29 ago – E le relazioni con l’Egitto secondo Di Maio possono essere “un’occasione ulteriore per stabilizzare la Libia. Terremo conto dell’Egitto nell’affrontare il dossier Libia”. L’Italia si prepara poi alla “conferenza che terremo a Roma sul tema Libia coinvolgendo – assicura Di Maio – tutti gli attori coinvolti”. Ci sono tante altre questioni che riguardano la Libia: “il rischio terrorismo, l’immigrazione, e su questo l’Egitto dimostra che quando una regione si stabilizza non partono più i barconi”, conclude Di Maio. “Finora il governo si era limitato a ignorare la richiesta di chiarezza su Regeni, voltandosi dall’altra parte. Ma appena ha fatto finta di interessarsene ha peggiorato le cose: ha offeso la memoria di Giulio. Di Maio ha riferito che al-Sisi gli ha garantito che Regeni ‘è uno di noi’. Al posto di questo slogan da stadio, il vicepresidente del Consiglio dovrebbe chiedere atti concreti”, ha dichiarato Andrea Maestri, esponente di Possibile, commentando le dichiarazioni di Di Maio. “Giulio è stato ucciso più di due anni fa – scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali -. E da settimane è in carcere una attivista per i diritti umani in Egitto, che si stava occupando del caso di Giulio”. “Siamo ancora alle attese, alle svolte – insiste l’esponente di Leu – e agli annunci sulla ricerca della verità? Non è sufficiente tutto il tempo passato e tutto ciò che è accaduto, depistaggi inclusi, per decidere di essere più duri, anche dal punto di vista economico e commerciale con l’Egitto?”. (BIG ITALY / Red)