Roma, 30 ago – L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è calato di mezzo punto ad agosto a 111,6 livello ancora coerente con una fase di espansione moderata dell’economia euro zona. Il calo di fiducia in agosto è spiegato in larga misura dal peggioramento di morale presso le famiglie ( -1,9 da -0,5), che risulta più marcato in Spagna (- 2,5 da+0,6), Italia (-6,6 da -4,3) e Francia (-10,6 da -8,3). Le famiglie si dichiarano preoccupate per l’andamento recente della situazione economica generale ma non si attendono un ulteriore peggioramento nei mesi a venire. La fiducia presso le imprese di servizi è calata di 0,6 punti a 14,7, su scia della discesa dell’indice in Germania e Spagna. Le imprese si dichiarano meno ottimiste sui prossimi mesi ma si tratta di una normalizzazione dopo l’euforica revisione al rialzo delle attese del mese precedente. Nel manifatturiero, la fiducia è calata di 0,3 punti a 5,5 livello ancora al di sopra della media di lungo termine ma ben al di sotto del livello di 9,7 di fine 2017. Il calo è dovuto principalmente alla Spagna (-3,5 da -1,3) e in misura minore all’Italia (0,7 da 1,8) e alla Francia (2,6 da 4,0). Altresì, in linea con le indicazioni dall’IFO a inizio settimana, la fiducia è migliorata di mezzo punto in Germania a 10,8. “Il rimbalzo di fiducia e ordini in Germania – commenta Anna Grimaldi, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – fa sperare che anche nel resto della zona euro il rallentamento del manifatturiero possa arrestarsi nei prossimi mesi, dal momento che il ciclo del manifatturiero segue quello tedesco con un ritardo tra uno e tre mesi. Ciò detto è indubbio che il picco per il comparto è alle spalle e che i ritmi di crescita di fine 2017 non si ripeteranno, la causa è da ricercarsi in un rallentamento generalizzato del commercio mondiale che solo in parte è dovuto all’escalation della retorica sulle politiche commerciali”. (PO / SEGUE)