Roma, 3 set – Il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, in una intervista a Libero, da avvocato penalista, offre il suo punto di vista sulla inchiesta riguardante la Lega cui, mercoledì, il Tribunale del Riesame potrebbe confermare il sequestro preventivo di 49 milioni di euro: “Non conosco il fascicolo ma conosco bene le procedure di responsabilità degli enti. Parlo di diritto, non posso entrare nel merito. Di solito, quando si ritiene che ci sia una responsabilità dell’ente, si procede con la legge 231 del 2001, che permette a esso di difendersi. La particolarità di questo caso è che è stato applicato il sequestro sulla base delle norme della confisca diretta prevista per le persone fisiche, ma poi non la legge 231, e infatti la Lega nemmeno è stata portata a processo. A giudizio ci sono solo persone fisiche”. E ribadisce: “La legge 231 non opera per i partiti e i sindacati e credo che la ratio della norma sia proprio evitare che ci siano responsabilità in capo a questi enti”, “disporre al termine di un processo contro persone fisiche un sequestro di svariati milioni nei confronti di un partito anziché dei responsabili del reato vanifica la ratio della legge sulla responsabilità delle persone giuridiche: punisce con una pena paragonabile all’ergastolo un’organizzazione di rilievo costituzionale”. E l’idea di cambiare nome o rifondare il partito? “Sono ipotesi che entrano in campo se si dà per scontato un esito funesto della prossima udienza e aprono il tema, scivoloso, della continuità tra un soggetto e l’altro. Io invece sarei ottimista a monte, non a valle”. (PO / red)