Roma, 3 set – “Vedere le drammatiche immagini del corpo di Alan Kurdi mi ha spezzato il cuore”, ha detto Hosseini. “Nonostante tutto, però, dopo soli tre anni da quell’evento e di fronte a migliaia di altre persone che muoiono in mare, la nostra memoria collettiva e l’urgenza di fare meglio sembrano essere svanite”. A giugno e luglio Hosseini ha visitato il Libano e l’Italia e ha visto le conseguenze devastanti che ha sulle famiglie la perdita dei propri cari nel tentativo di raggiungere l’Europa. “In Sicilia ho visitato un cimitero solitario e trascurato, pieno di tombe senza nome di persone, compresi molti bambini, annegate negli anni passati durante viaggi come quello intrapreso da Alan”, ha affermato lo scrittore. “Di ognuna di queste persone non è rimasto che un numero, un codice su una tomba, ma prima erano tutti uomini, donne e bambini che hanno osato sognare un futuro più luminoso. A tre anni dalla morte di Alan, è tempo di unire le forze e fare di più per prevenire altre tragedie in futuro e far sapere agli amici, alle famiglie, alle comunità e ai governi che siamo dalla parte dei rifugiati”. (SEGUE)