Roma, 3 set – “Oggi, come ogni anno, sono a Via Carini, nel luogo in cui l’auto del Generale Dalla Chiesa, quella in cui viaggiava insieme a sua moglie Emanuela e all’agente di Polizia Domenico Russo, fu colpita da decine di colpi di arma da fuoco, il 3 settembre di 36 anni fa. Sebbene dal suo arrivo a Palermo come super prefetto non avesse avuto gli strumenti necessari per combattere la mafia, era comunque considerato da cosa nostra un pericoloso nemico e per questo fu ucciso. Spesso sentiamo chiamarli “servitori dello Stato”. Carlo Alberto Dalla Chiesa era uno di loro: ha difeso le istituzioni indossando con onore la divisa dei Carabinieri. Ci ha insegnato che ciascuno di noi ha la possibilità di fare la propria parte per rendere migliore il nostro Paese e che dobbiamo essere orgogliosi di dare il nostro contributo anche quando ci appare marginale. Non dobbiamo dimenticarlo”. Lo dice l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.