Roma, 4 set – Giuseppe Di Vittorio ricordato in Australia. Dopo Melbourne è stata la volta di Sydney. Sabato 30 agosto, presso l’Associazione napoletana, si è tenuta una serata organizzata dalla Fondazione Di Vittorio e patrocinata dall’associazione Insieme Australia. “Ricordare, celebrare ed ancora oggi “lottare”: questo in sintesi il significato di questa manifestazione”, ha ricordato Marco Fedi, esponente del Pd, portando il suo saluto ai convenuti. Ricordare Giuseppe Di Vittorio, celebrare la sua vita e le sue idee, la sua capacità d’essere, prima da sindacalista e poi da parlamentare, sempre, in ogni caso, vicino alla gente. Celebrare la passione politica che porta ai cambiamenti, alle grandi trasformazioni, al miglioramento delle condizioni di vita di tutti ma soprattutto all’affermazione di principi d’eguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. E Lottare, ancora oggi, per i diritti delle persone. E le similitudini tra Garibaldi e Di Vittorio sono tante, a cominciare dalla loro popolarità che continua ancora oggi. Specificando che attaccare i simboli dell’unità nazionale significa attaccare il patrimonio comune – di storia, di cultura, di politica – che è alla base delle leggi del nostro Stato. Le iniziative su Garibaldi e Di Vittorio cadono nell’anno del sessantesimo anniversario della Costituzione della Repubblica italiana e della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, che ancora oggi ci ricorda come: “ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione […] al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione [..] a un’eguale retribuzione per eguale lavoro […] a una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale […] a fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi”. (SEGUE)