Roma, 5 set – “La Libia e gli interessi economici in gioco vedono mediaticamente in apparenza l’Italia e la Francia come i due principali contendenti in un braccio di ferro in cui tutto è sul piatto, dal petrolio al gas con il vasto indotto degli interscambi commerciali connessi. Ma l’elefante nella stanza come al solito non lo vede mai nessuno. Nel campanilismo che vede nel derby Italia e Francia giocatori di ogni tipo sempre pronti a portare il pallone in campo ci si dimentica troppo spesso degli spettatori, neanche troppo silenziosi. Nella Libia dilaniata dai conflitti e dagli scontri di potere tra Cirenaica e Tripolitania c’è anche la presenza poco pubblicizzata di altre forze di cui nessuno parla vale a dire l’Egitto e l’Inghilterra. Come mai Di Maio si è dimenticato dell’Egitto? La guerra può essere vista in realtà come un regolamento di conti e una spartizione della torta tra attori esterni per i due poli libici principali Tripoli e Tobruk che hanno due canali paralleli e concorrenti per l’export del petrolio. La Libia è un bottino da 130 miliardi di dollari che fa gola a tutti specie agli inglesi e anche ai russi che agiscono attraverso gli egiziani a cui vendono le loro armi a tutto spiano. Al Sisi considera infatti la Cirenaica una storica provincia egiziana e dunque si vede come la Libia sia preda di Paesi che hanno forti interessi ma non vogliono comparire anzi tendono a mettere in mezzo il nostro Paese in un aspro duello con la Francia fondato su storiche antipatiche ma non su logiche spartitorie, soprattutto per l’Italia, nella storia recente”. Lo sottolinea in una nota Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia. (red)