Roma, 6 set – Dall’entrata in vigore della legge fino al 31 dicembre del 2017, nelle città metropolitane si è concentrato il 35,4% delle unioni civili avvenute in Italia (2.374 in totale). Roma è in testa con 763 eventi (553 coppie di uomini e 210 coppie di donne); valori simili si riscontrano a Milano con 621 eventi (489 e 132) e a Torino con 256 (187 e 69). Tra le città del Mezzogiorno soltanto Napoli e Palermo mostrano valori di un certo rilievo (rispettivamente 114 unioni a Napoli e 60 a Palermo), nelle altre città del Sud e delle Isole si registrano invece quote percentuali al di sotto dell’1%. Alll’1 gennaio 2017 nelle città metropolitane di Torino, Milano e Roma risultano presenti nelle liste anagrafiche comunali (LAC) 1.123 persone con stato civile “unito/a civilmente” (195 a Torino, 497 a Milano e 431 a Roma), pari allo 0,2‰ residenti. Nelle stesse città, all’1 gennaio 2018, ne risultano complessivamente 3.278 (pari allo 0,6‰ residenti): in particolare 556 a Torino, 1.228 a Milano e 1.494 a Roma. All’1 gennaio 2018 gli uniti civilmente residenti in queste città sono prevalentemente uomini (il 74,5% sul totale) e di cittadinanza italiana (quasi il 91% del totale). Milano è il comune con la quota maggiore rispetto alle donne di uomini registrati in anagrafe come uniti civilmente (79,6%), mentre a Torino e a Roma un quarto del totale dei residenti uniti civilmente è rappresentato da donne (rispettivamente 31,5% e 27,4%). (PO / red)