Lucca, 8 set – La tre giorni dedicata all’emigrazione si è conclusa ieri, 7 settembre, a Capannori con la V Giornata dei Toscani all’estero. Un’occasione nella quale si festeggia anche il 40° anniversario dell’Associazione dei Lucchesi nel mondo e il 30° della Consulta dell’Emigrazione.Nata nel 1978 per iniziativa di Mario Olla, già sindaco di San Marcello pistoiese, uomo sensibile ai problemi dell’emigrazione e con il contributo di altri personaggi, come Valerio Cecchetti, presidente dell’Associazione Lucchesi nel mondo, la “Crete” ha seguito negli anni le esigenze e le mutazioni del mondo dell’emigrazione. “Un mondo – ha spiegato Lorenzo Murgia, che oggi è il vicepresidente vicario del Consiglio dei Toscani all’estero – che ha cambiato le proprie caratteristiche e le proprie esigenze. Allora c’era la necessità di tutelare i nostri emigranti, di dare loro assistenza per i diritti, per la pensione, per il futuro rientro in Italia, che era il loro obiettivo principale. Oggi non c’è più questo obiettivo, oggi i discendenti dei nostri emigrati sono fortemente integrati nel territorio dove vivono, dove hanno portato la loro “toscanità”. Ecco, oggi la valenza principale è di carattere culturale, mentre è cambiato l’aspetto sociale ed economico”. “I Toscani all’estero oggi – ha detto il presidente Martini – rappresentano gli “ambasciatori” della nostra terra ed è per questo che la Toscana ha puntato molto sui giovani e sul legame culturale con loro”. Un legame che ogni anno, per ben due volte porta i ragazzi di origine toscana che vivono all’estero a tornare in Italia per frequentare corsi di lingua e cultura italiana organizzati dalle Università di Siena e di Pisa e il cui costo è sostenuto dalla Regione, insieme alle spese di soggiorno e alla metà del costo del biglietto aereo. E proprio all’interno dei programmi dedicati ai giovani si lavora ad una nuova iniziativa. “Stiamo lavorando – ha annunciato il presidente Martini – ad una sorta di “alleanza” con l’Emilia Romagna per portare i giovani di origine toscana e quelli di origine emiliano-romagnola a frequentare insieme corsi di lingua e cultura italiana». La sede è stata già individuata nel castello di Terrarossa (Aulla). Al progetto lavorano anche le Comunità Montane interessate e il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano.
(Sab)