Roma, 7 set – “Il sistema fornisce elenchi di beni mobili e immobili delle zone colpite dai disastri, attraverso i quali avviene il riconoscimento immediato del bene con relativo numero di catalogo, che consente di poterli gestire attraverso azioni di recupero o intervento mirate”, spiega Carlo Cacace, direttore del Servizio Sistemi Informativi Automatizzati presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del Ministero dei Beni Culturali, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero della rivista Archeomatica. “Questo protocollo di intervento, che migliora non solo la fase emergenziale di recupero ma anche quella post-emergenziale, si compone di alcune fasi specifiche: recupero del bene e fase di schedatura delle informazioni principali (posizione, stato di salute, ecc.), collocazione all’interno di un deposito di emergenza, conclusione della fase di schedatura, realizzazione dell’intervento di restauro vero e proprio e, infine, ricollocazione nel luogo di provenienza”. Il programma di “Technology for All 2018” si aprirà mercoledì 3 ottobre con un “workshop sul campo” in un’importante zona archeologica Roma, che vedrà l’utilizzo di droni e sensori per riprese LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging). (SEGUE)