Roma, 8 set – “Altre due persone sono state uccise sotto il fuoco della polizia di frontiera egiziana, al confine con Israele. E il cadavere di un rifugiato iracheno è stato rinvenuto in un container sbarcato nel porto di Venezia dalla Grecia. In Turchia infine, sono stati ritrovati i corpi senza vita di 13 uomini, abbandonati dall’autista del camion dentro il quale erano morti per asfissia. Viaggiavano nascosti in un container con decine di altre persone, stipati, lungo una rotta rodata. Dalla provincia orientale di Van, al confine con l’Iran, in direzione della capitale, per poi raggiungere la Grecia, meta sempre più ambita, soprattutto dopo la stretta anti-immigrazione voluta dalla Spagna. Nei primi sette mesi del 2008 gli arrivi registrati nelle isole Canarie sono stati 4.557 contro i 5.594 dello stesso periodo nel 2007. Merito dei respingimenti in mare operati dalle missioni Frontex e degli accordi di riammissione, che per Marocco e Senegal riguardano anche i minori non accompagnati. Di pari passo gli arrivi sulle coste italiane sono triplicati nei primi sei mesi del 2008. E sono aumentati anche gli arrivi sulle isole greche dell’Egeo. Nei primi sette mesi del 2008 sono state intercettate 7.263 persone nell’Egeo, contro le 9.240 di tutto il 2007. A poco servono le pratiche della Guardia costiera greca, accusata da Pro Asyl di respingere le barche dei rifugiati verso la Turchia e affondarle. Una pratica che sembra ormai appartenere anche alla Guardia costiera turca. Si parla poco delle condizioni di detenzione in Turchia. L’unico rapporto è stato recentemente pubblicato da Hyd. Condizioni igieniche pessime e violenze inaudite contro i prigionieri”.
(Erg)