Pisa, 11 set – “L’interazione emotiva fra essere umano e cavallo/cane – spiegano i promotori – può essere misurata attraverso bio-tecnologie non invasive, supportate da complesse analisi dei segnali biomedici. Attraverso la misura delle variazioni dei parametri cardio polmonari del cavallo è possibile produrre bio-feedback (attraverso stimoli acustici, vibratili o luminosi) che forniscono alla persona, che interagisce con l’animale, informazioni sul suo stato emotivo”. “Troppe volte la mancata integrazione tra discipline diverse ha impedito di raggiungere obiettivi scientifici ambiziosi con rilevanti ricadute nella società – spiegano Antonio Lanatà ed Enzo Pasquale Scilingo del Centro Piaggio – e in questo workshop vogliamo mostrare come metodi matematici e ingegneristici sviluppati prevalentemente in ambito umano vengono messi a disposizione della scienza medica e veterinaria per creare una base comune in grado di affrontare problematiche complesse e non sempre facilmente misurabili come quella dell’interazione psico-fisica uomo-animale e del contagio emotivo tra specie diverse”. “Migliorare le conoscenze psico-fisiologiche dell’interazione – conclude Paolo Baragli – e verificare la presenza di forme di contagio emotivo su base empatica, tra l’essere umano da una parte, il cavallo e il cane dall’altra, è la nostra proposta. Ponendo la nostra attenzione sul lavoro svolto da cane e cavallo nell’interazione con l’essere umano, si percepisce come la relazione coinvolga in profondità aspetti psichici ed emotivi. Raggiungere questo obiettivo è possibile grazie a un approccio scientifico multidisciplinare in cui entrano in gioco competenze tecniche per integrare l’analisi del comportamento di soggetti animali e umani, con i segnali provenienti dal sistema nervoso autonomo e quelli delle variabili legate al coinvolgimento emotivo”. (red)